Temporale estivo

Dalla terrazza dell’hotel è facile vederlo arrivare. Il temporale estivo si annuncia prima agli occhi, addensandosi in nuvole nere abbracciate alle cime dei monti. Poi, del suo arrivo, se ne accorgono anche le orecchie. Il rumore dei tuoni inizia ovattato. Un borbottio in lontananza che cresce man mano che il temporale s’avvicina sospinto dal vento che ora accarezza deciso la pelle scoperta delle braccia, trasportando dense folate di umidità attraverso la valle.

Ha un che di ipnotico questo momento. Tutto è sospeso in un’atmosfera elettrica, rarefatta, carica di possibilità. Il temporale arriverà davvero fino a noi, scaricandoci addosso tutta la sua forza? Oppure qualcosa, un minuscolo dettaglio nella trama delle cose – un refolo d’aria, uno sbalzo di pressione –  ne modificherà il cammino portandolo a esaurirsi in un altro luogo?

Nessuno può dirlo, forse solo quegli anziani che vivono da così tanto tempo da aver imparato a riconoscere le traiettorie dei fenomeni atmosferici con il solo colpo d’occhio.

Mentre aspetto di capire cosa succederà, sorrido osservando gli ospiti che raccolgono veloci le loro cose dal giardino e s’affrettano a tornare verso l’edificio. Coi più coraggiosi, quelli che come me amano godersi quest’atmosfera, scambio invece lo sguardo complice di chi ha imparato a godersi questi istanti.

A quel punto il temporale ci raggiunge. Gocce grosse come biglie cadono sull’asfalto, sfrigolante di calore. La pioggia rinforza e in breve tutto è immerso nel rumore dell’acqua che cade dal cielo. Sono già rientrata e mi godo lo spettacolo da dietro le vetrate del salone.

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Il temporale spezza l’afa estiva e pulisce l’aria. È una parentesi elettrizzante nell’indolenza estiva, un evento che rompe la trama della giornata portando nelle nostre vite quel pizzico di scompiglio che serve a renderle interessanti. Tutti, infatti, abbiamo bisogno di qualcosa che rompa la routine di ogni giorno, facendoci apprezzare quei piccoli momenti di pausa che punteggiano le nostre vite, ingabbiate da sempre nuovi impegni che ci allontanano dalle cose davvero importante.

Ora il temporale aumenta d’intensità. La pioggia è un grido che fa tremare l’aria. Fulmini squarciano il buio, accompagnati dal rombo minaccioso dei tuoni che si susseguono sempre più vicini tra loro. Uno scroscio di grandine mi fa sobbalzare.

Dopotutto anche la rabbia, la frustrazione e la violenza fanno parte della nostra vita. Sono la valvola di sfogo necessaria per non scoppiare. Ma è importante che queste sensazioni forti non finiscano per dominare ogni nostra azione.

Per fortuna i temporali estivi sono destinati a esaurirsi con la stessa rapidità con cui nascono. Le nuvole infatti si stanno già dissolvendo e la pioggia è tornata a essere sottile e leggera. Più in fondo, tra le montagne il sole è tornato a fare capolino in questa giornata. L’aria, tutto intorno a me, è più leggera di qualche ora fa.

Il temporale spezza l’afa estiva e pulisce l’aria. È una parentesi elettrizzante nell’indolenza estiva, un evento che rompe la trama della giornata portando nelle nostre vite quel pizzico di scompiglio che serve a renderle interessanti.  Tutti, infatti, abbiamo bisogno di qualcosa che rompa la routine di ogni giorno, facendoci apprezzare quei piccoli momenti di pausa che punteggiano le nostre vite, ingabbiate da sempre nuovi impegni che ci allontanano dalle cose davvero importante.

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