Sulle tracce della principessa Sissi

Tra i tanti personaggi storici che hanno legato il loro nome alla storia della città di Merano, la figura di Sissi è certamente una delle più conosciute, famose e amate. Ed è la sua storia che voglio raccontarvi oggi. La sua notorietà certamente si deve ai tre film, girati negli anni ‘50 e interpretati da Romy Schneider, che ne raccontano la triste storia.

Sissi (o Sisi o Lisi, com’è conosciuta soprattutto nel mondo tedesco) era nata in Baviera da una famiglia nobile ma era stata cresciuta con costumi semplici e genuini. Fin dalla più tenera età amò molto la natura e si spese in favore dei poveri e dei bisognosi.

Fu a causa di questo sue carattere così poco incline ai formalismo che l’incontro con la corte asburgica fu così duro e doloroso per lei. Nel 1854, infatti, Sissi sposò l’imperatore Francesco Giuseppe – un matrimonio combinato dalla madre e dalla zia –  e si trasferì a Vienna, la capitale dell’impero austroungarico. Qui la sua salute, fisica e soprattutto mentale, peggiorò rapidamente. La corte era un luogo rigido e formale, le cui costrizioni Sissi viveva con grande dolore e prostrazione. Fu a causa del peggiorare delle sue condizione che, nel 1870, Sissi si recò per la prima volta nella nostra città.

Merano, infatti, era, all’epoca, una rinomata stazione termale, conosciuta per il suo clima mite e salubre. Inoltre, cosa di non poco conto, era abbastanza lontana da Vienna da permettere a Sissi di lasciarsi alle spalle le sue sofferenze. Il benessere fu, purtroppo, solo temporaneo e la vita non lesinò a Sissi altre profonde sofferenze, fino alla sua morte, che avvenne a Ginevra nel 1889.

La passeggiata Sissi a Merano

Lo stretto rapporto tra Sissi e la città di Merano è celebrato da una splendida promenade che è tra le mie preferite. Dal centro della città, la passeggiata si snoda fino al Castel Trauttmansdorff, attraverso undici suggestive tappe.

Si parte dall’edificio del Kurhaus e dalla sua passeggiata, centro dello struscio meranese. È qui che, durante i suoi soggiorni, Sissi si recava quasi ogni giorno per ricevere le cure necessarie al suo malessere. Da qui si procede al parco che le è stato intitolato. Tra cedri, pini e tigli sorge la statua dedicata a Sissi, opera dell’artista viennese Hermann Klotz.

La passeggiata prosegue poi attraverso la Wandelhalle – un delizioso porticato in stile liberty –  e il ponte romano che collega il centro cittadino alla zona di Maia Alta. Salendo leggermente sulla collina si costeggiano l’Hotel Bavaria e Castel Rottensteiner e si arriva a piazza Fontana, centro dell’elegante quartiere di Maia Alta. Prima di arrivare alla fine della passeggiata, si passa ancora nei pressi di altri tra splendidi edifici. Si tratta della Residenza Reichenbach, e dei castelli Rubein e Pienzenau.

L’itinerario si conclude a Castel Trauttmansdorff, dopo aver attraversato alcune delle zone più suggestive di Merano; luoghi amati e frequentati dalla sfortunata Sissi, durante i suoi soggiorni in città.

Un pensiero per Sissi

La bellezza di questa passeggiata è, per me, irresistibile. MI capita spesso di sceglierla quando ho bisogno della tranquillità necessaria per pensare a qualche problema che mi affligge. La serenità di questi luoghi ha qualcosa di curativo, riesce sempre a tranquillizzarmi. Sarà anche perché, quando cammino lungo la passeggiata il mio pensiero corre a Sissi e alle enormi difficoltà che ha dovuto affrontare nella sua vita.

In quel momento è come se i miei problemi diventassero più piccoli, meno importanti. E quando mi trovi di fronte alla sua statua, non riesco a fare a meno di sentire il suo sguardo, dolce e compassionevole, attraversarmi tutta, come una carezza. La carezza di una donna la cui storia e la cui forza mi ispirano a essere sempre me stessa, come lei avrebbe voluto essere ma non le fu concesso.

Un’emozione intensa e difficile da descrivere, che è stato un privilegio poter vivere tra le mura del vecchio, bonario Kurhaus che, come un nonno amorevole, ha vegliato su di noi nella notte in cui i miei compagni e io siamo diventati grandi.

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